martedì, 28 ottobre 2008

Cronache d'autunno

L'autunno ci sta regalando delle bellissime giornate di sole, gelide, ma belle. La foresta des Andaine é piena di funghi e, onde evitare che questo post diventi una bucolica descrizione dell'Arcadia normanna, passiamo ad altro argomento.
Io e Ale abbiamo trovato il terreno ideale dove costruire la nostra maisonnette dei sogni, un terreno che (cosa possibile solo qui) ci verrà a costare 3 euro il mq già collegato a elettricità, acqua e tutto quel che serve. Luogo isolato ma non troppo, situato qui, a destra del rettangolone chiaro, che poi sarebbe il cimitero.    A me i vicini di casa piacciono silenziosi.
I lavori, salvo imprevisti inizieranno, a gennaio.

Così con l'inverno che si avvicina e l'idea del Natale che già mi é entrata nelle vene, il tempo trascorre e il mio blog un poco imputridisce.

Vorrei consiglarvi un libro: Mille splendidi soli di k. Hosseini. Un libro decisamente "forte" , che parla della situazione della popolazione e delle donne in Iran. A volte l'indignazione è tale da renderne impossibile la lettura, prima volta che mi succede con un libro, che ciononostante ho divorato in 3 giorni.
Purtroppo i fatti di cronaca degli ultimi anni mi hanno  reso
un po' diffidente nei confronti dei popoli medio-orientali. Questo libro mi ha fatto riflettere sul fatto che invece pure loro sono vittime, anche più di noi, del terrorismo e degli estremismi. Viene dipinta una situazione davvero straziante, che ha modificato la mia prospettiva e mi ha reso ancora più antipatico e inesplicabile l'intervento di Orianna Fallaci dopo gli attentati dell'11 settembre sul Corriere della Sera. Vi lascio a questo proposito anche questo link   che viene citato dallo stesso Hosseini al termine del suo libro. Spero, nel caso lo leggiate, che il libro vi sia utile  come lo è stato per me.
 
postato da Mantikora alle ore 12:02 | link | commenti (4)
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venerdì, 12 settembre 2008

Illusioni ottiche e santità


Oggi papa Benedetto XVI è in visita in Francia. Si conta all'incirca una spesa di 1 milione 800 mila euro per ospitarlo qui, tra Parigi e Lourdes.
Mantenere un bambino tibetano costa 20 euro al mese.
Dunque facendo un rapido calcolo
1.800.000 euro:20euro= 90.000 bambini al mese
o se preferiamo 7.500 bambini all'anno.
Certo, potendo disporre di 1.800.000 euro per una vacanza (chiamiamola "visita apostolica"), verrebbe facile pure a me credere in Dio, quando la sofferenza altrui è soltanto un'eco lontana di insegnamenti catechistici.
A me l'ipocrisia della chiesa proprio va di traverso.
E va bene non facciamo di tutte le erbe un fascio. Certo al santo padre un miracolo lo bisogna riconoscere:
il bianco innaturale dei suoi capelli, che irradia un'aura  tipo Gandalf nella foresta degli Ent.

ratzingerDaltronde la santità ha bisogno di qualche aiutino...
Con lo stesso tipo di aiuto potreste anche arrivare a vedere Dio...
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postato da Mantikora alle ore 21:24 | link | commenti (3)
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martedì, 09 settembre 2008

 ...et laborat

Il lavoro in questi giorni mi inchioda al computer per ore e ho poco tempo di aggiornare il blog,
ecco il motivo della mia presenza sporadica dopo la "pausona" estiva.
Oggi post un po' futile e allora vi lascio una citazione di Craig Venter (a cui si deve il sequenziamento del genoma umano) che mi è molto piaciuta.
Buona settimana a tutti, insomma quel che ne resta...


"La vera sfida della biologia è infatti non solo capire come i geni
 organizzano la costruzione e il mantenimento del miracoloso meccanismo del corpo umano, ma spiegare come la mente sia riuscita a organizzare i propri pensieri tanto bene da poter indagare sulla sua stessa esistenza"

(Craig Venter)  
postato da Mantikora alle ore 22:49 | link | commenti (2)
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venerdì, 29 agosto 2008

A volte ritornano
(spudorato plagio)

Pink Floyd - Hey You



 



Parliamo di assenza. Giusto che si è in tema con un buco di 3 mesi. 3 mesi nei quali un'esistenza viene lanciata come una palla, torna su toccando il fondo e prende a rimbalzare con furia sulle pareti fino ad arrestarsi, immobile, in silenzio. Stessa posizione di prima ma piena di cose nuove.
Sì, perchè Mantikora gli eventi se li schianta in faccia come muri e il segno del granito resta bello in evidenza per un po' sulla superficie prima di venire riassorbito.
Assenza, perchè sebbene fosse una parola nota, trasporta un concetto nuovo per me, un'evidenza a cui è difficile arrendersi senza crescita.
Silenzio.
E' la risposta ad ogni no, ad ogni urlo ad ogni pugno lanciato al vuoto.
Ed ora mi abbandono anch'io, stanca, al silenzio e mi accorgo che tu sei sempre stato lì, in me, dal primo giorno e che non te ne sei mai andato in realtà, perchè sei una delle prime cose che ho conosciuto e toccato.
Ma io non avevo più occhi per vederti.

E ora so che è tempo di lasciarti andare.
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lunedì, 26 maggio 2008

riflessioni e sogni

Cosa comprereste se vi ritrovaste tra le mani una ricchezza inaspettata e illimitata?
Mi sono ritrovata a pensare questo oggi davanti al botteghino di un negozio d'arte di Domfront.
La vetrina è una tappa obbligata per me tutte le volte che mi ritrovo in paese, appiccico il naso al vetro e resto per delle ore a guardare le opere d'arte esposte. Sono più che altro sculture di ballerine, corpi contorti nel bronzo lucidato. Adoro quel posto ed è talmente un sogno per me che non oso nemmeno entrare a chiederne il prezzo.
Mi piacerebbe prendere il brevetto di volo, mettendo da parte l'inquietudine che mi assale tutte le volte che stacco i piedi da terra. Non solo perchè dall'alto le cose assumono un'altra prospettiva, diventano lontane e piccole, tutte le cose. Ma anche perchè con gli anni sto diventando fatalista e credo che ci sia un certo tempo concesso a ognuno di noi qui, che si dilata o si restringe seguendo il filo delle nostre esperienze, che a volte esulano dalla nostra volontà. E sarà che ho visto il tempo, a volte, contrarsi troppo velocemente per persone che amo, spazzando via speranze e sogni e lasciandoci come inebetiti, ma questa paura, questa paralisi davanti a ciò che percepiamo come nocivo, mi appare via via sempre più inutile.
Poi ci sono i viaggi, riempirei la mia vita di luoghi e colori e odori e poi ritornerei a casa, sempre.
E voi cosa fareste se...o forse siete più persone che non stanno ad aspettare i se.
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martedì, 20 maggio 2008

Animali e sentimenti

Una cosa che mi ha sempre lasciato perplessa è lo strano rapporto tra uomo e animali. Amo gli animali da sempre e ho convissuto con differenti specie nel corso dei miei 31 anni. Ho avuto pappagalli, cocorite, coniglietti nani, tartarughe giganti . Ci sono stati criceti, rane, colombi, pesci, gatti e cani, perciò posso vantare un'esperienza non veterinaria, ma  una certa autorità al riguardo quanto meno sì.
Gli animali danno molto e  lontanamente ricordano i bambini nel loro linguaggio puramente emozionale.
 Ma... non sono uomini! Le loro emozioni, pur indubbiamente presenti, non sono complesse quanto quelle umane. Non hanno ricordi dettagliati quanto i nostri, non hanno coscienza dello scorrere del tempo, perchè sono costantemente sintonizzati sul presente. Il loro mondo e il nostro differiscono nella quantità di dettagli e nella loro precisione.
Una volta camminando con un amico lungo via Roma a Torino, abbiamo visto un ragazzo coricato su un cartone con un cucciolo  a fianco e al mio amico è venuto spontaneo, senza rifletterci, dire "Povero cucciolo!" per poi accorgersi immediatamente della gaffe. Ma è questo il punto. Quell'affermazione mal riuscita era in realtà espressione di un atteggiamento generalizzato nella nostra società. Ci commuovono storie di cuccioli abbandonati e maltrattati, ed è giusto che sia così. Però a volte ho l'impressione che le vicende umane ci scuotano meno.
Cappottini, gadget vari, ho sempre pensato che invece di umanizzare gli animali, disumanizzassero un po' noi.
Vi lascio questo link  che, a guardarlo, mi fa venir voglia di andare a dare una carezza ai miei due cani.
Buona giornata a tutti!

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sabato, 17 maggio 2008

Seduzione e punti di vista

Ieri guardando un programma alla televisione ho ascoltato un'opinione che mi ha fatto riflettere e che da tutto il giorno mi ronza in testa. Si diceva che oggi viviamo immersi nella seduzione, che tutto è seduzione e in questo insieme è difficile trovare persone che si distinguano per la loro integrità e che, pur non volendolo, seducano comunque.
Mi guardo attorno e mi accorgo di quanto sia vero. Tutto oggi ci parla di sesso. La pubblicità, il cinema, un certo genere di libri ci descrivono come in un sillabario per stupidi corpi e gesti, non lasciando più nulla alla nostra immaginazione.
Non sono una moralista, ma alla pornografia preferisco l'erotismo, lo spazio personale del sè. Ci parlano di sesso scollandolo da quella che è la sua matrice umana: l'intimità. E mi sento un po' sola a volte. Conosco persone che si definiscono libere perchè, vittime della moda, sanno vivere il sesso con promiscuità, come se in qualche modo le emozioni dovessero inchiodarci e avvilirci. Forse sto solo diventando vecchia ma alla bellezza ho sempre preferito il fascino e il sesso migliore l'ho vissuto con chi, invece di fuggire, si è messo a nudo fino in fondo.

"I rapporti sessuali sono, o dovrebbero essere, una delle cittadelle dell'intimità, il luogo notturno dove ci deve essere concesso di raccogliere gli elementi frantumati e saccheggiati della nostra coscienza in una specie di ordine e di riposo intatto. E' nell'esperienza sessuale che un essere umano da solo, e due esseri umani in quel tentativo di comunicazione totale che è anche comunione, possono scoprire la tendenza singolarissima della propria identità. Là possiamo trovare per noi, tramite una lotta imperfetta e il ripetuto fallimento, le parole, i gesti, le immagini mentali che fanno scorrere il sangue. In quell'oscurità e stupore rinnovato di continuo tanto i brancolamenti quanto la luce devono essere nostri."
(Linguaggio e Silenzio G. Steiner, ed. Garzanti,2001)
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mercoledì, 07 maggio 2008

Velasquez -R. Vecchioni-


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domenica, 04 maggio 2008

Le cose di un tempo
Oggi è stata una bellissima giornata di sole, calda e estiva.
La Normandia è piena di colori e la colza disegna rettangoli gialli sulla campagna. Sono stata al parco giochi e tra cinguettii e strilli mi è tornato alla mente di quando ero io la bambina. Ricordo mia nonna. Era lei a portarmi al parco, seduta su una panchina al fresco degli alberi, a guardarmi giocare. Non so cosa mi ha riportato in testa il suo profumo oggi, i suoi orecchini d'oro, enormi, che le avevano deformato i lobi, oramai, e che nella mia mente sono diventati un tratto inscindibile dalla sua persona. Quegli orecchini sapevano di lei ed è per questo che ancora oggi, pensandola, mi ritornano in mente. Io non ho nessun oggetto costantemente addosso. Sento l'esigenza di cambiare, sovente, come se in questo modo si rinnovasse anche la mia immagine. Non c'è più nulla che si impregna dell'energia di una vita. Non c'è più nulla che dura abbastanza. E sento che abbiamo perso molto. Impensabile, oggi, rattoppare un paio di calze logore e farlo per anni, o rammendare un lenzuolo di lino, ruvido e pesante, fino a farlo giungere a una nipote. Si butta via tutto e si acquista nuovo, la facilità del progresso e l'oblio . Questo perdiamo, la memoria degli oggetti e le nostre radici. "Le buone cose di pessimo gusto" direbbe Gozzano, ma di sapore ne avevano, eccome... un sapore che ti entrava addosso fino a fondersi con te.
 Magia, fascino e identità  in cambio di oggetti che non ci ancorano.
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venerdì, 02 maggio 2008

Technology Resistant II

Ieri era la festa dei lavoratori pure qui in Francia. Ho deciso di consacrare il mio poco tempo libero per i lavori di rifacimento del blog, che oramai invecchiano insieme a lui. Senonchè, per inspiegabili ragioni tecniche, uno dei miei post con relativi commenti è entrato in conflitto con il mio nuovo template, di cui questo è un lontanissimo, imparagonabile residuo e, risultato, ho dovuto cancellare post e commenti e... il mio splendido, nuovo, fiammante template si è perso nella voragine informatica di splinder. Un danno inestimabile, un arrabbiatura senza precedenti e addio ai vostri commenti al post "Dead Men Walking", che ho amato particolarmente, tanto più ora che son persi per sempre. Je suis désolée...
Errori che si pagano...
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giovedì, 01 maggio 2008

Dead men walking

Non è facile prendere una posizione sulla pena capitale. E' difficile parlare di qualcosa con cui non si ha mai avuto un'esperienza diretta, senza cadere in vuoti e sterili moralismi.  Eticamente e umanamente sono convinta che sia sbagliata. Non credo nella legge del taglione ed è stato ampiamente dimostrato che le esecuzioni capitali non servono nè a scoraggiare il crimine, nè riducono i costi allo stato.
Forse è la scelta più ovvia quella di eliminare un uomo che non si riesce a recuperare, che costituisce un pericolo per la comunità.
Il Texas Department of Criminal Justice ha reso disponibili on line i last statement dei condannati a morte, con il loro profilo e la loro foto, la loro identità insomma, quella che, per quanto  efferata, li rende uomini.
Mio Dio! Sono tantissimi ...
Non so cosa desidererei nel caso qualcuno dovesse mai torturare e uccidere una delle persone che amo. Non ci voglio nemmeno pensare, immagino che vorrei la sua morte,  forse... Ma la legge è là per decidere cosa è giusto al di sopra delle parti  e per impedire che il desiderio di vendetta del singolo si trasformi in nuovo delitto.


"E' un affare di un istante.  Mettono l'individuo disteso e cade giù un coltello largo così,  in una macchina che si chiama ghigliottina...
La testa salta via in meno di un batter d'occhio.  Ma i preparativi sono penosi.  Ecco, quando leggono la sentenza, quando vestono e legano il condannato e poi lo fanno salire sul patibolo, allora sì è una cosa orribile! ...  Una simile tortura! Il delinquente era un uomo intelligente, intrepido, forte, d'età matura.  Bè ve lo dico io,  crediate o non crediate,  mentre saliva sul patibolo piangeva, bianco come uno straccio.
 E' mai possibile? Non è forse un orrore? Via, chi può piangere dallo spavento? Io non avrei mai creduto che , non dico un bambino, ma un uomo che non ha mai pianto,  un uomo di 45 anni potesse invece mettersi a piangere.
Che cosa succede dell'anima in quel momento,  in quali spasimi viene gettata?  E' un oltraggio all' anima e nient'altro.  E' detto "Non ammazzare", e così, perchè ha ucciso, bisogna uccidere anche lui? No, questo non è lecito.
...
Pensate, per esempio, alla tortura; ci sono sofferenze e ferite, c'é il tormento fisico, e tutto questo,  di conseguenza,  distrae dalle sofferenze morali, sicchè si soffre solo per le ferite finchè non si muore. Ora, può darsi che il supplizio più grande non stia nelle ferite, ma nel sapere con certezza che, ecco, tra un'ora, poi tra dieci minuti, poi tra mezzo minuto, poi adesso, ecco, in quell' istante, l'anima volerà via dal corpo e tu non esisterai più come uomo, e questo oramai con certezza; l'essenziale è questa certezza.
Ecco, quando metti la testa sotto la mannaia e senti questo scivolare sopra il tuo capo, ecco,  è il quarto di secondo più terribile fra tutti.  E sapete che questa non è una mia fantasia, ma che molti l'han detto?
Io ne sono convinto, che vi dirò schiettamente la mia opinione. La punizione di uccidere chi ha ucciso è incomparabilmente più grande del delitto stesso.  L'omicidio in base a una sentenza è incomparabilmente più atroce che non l'omicidio del malfattore. Colui che viene ucciso dai briganti è sgozzato di notte, in un bosco, o altrimenti, e di certo spera ancora, fino all'ultimo istante di salvarsi...
Ma qui questa estrema speranza, che rende la morte dieci volte più lieve, te la si toglie con certezza; qui c'è una sentenza e nel fatto che di sicuro non potrai sfuggire sta tutto l'orrore del tormento, e un tormento più forte non esiste al mondo...
Chi ha mai detto che la natura umana è capace di sopportare una tal cosa senza impazzire? Perchè un simile oltraggio mostruoso, inutile e vano?...
No, non si può fare questo ad un uomo!"

( L'Idiota  Fëdor Dostoevskij, ed. Gulliver, 1995)
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martedì, 29 aprile 2008

Oggi altra giornata di pioggia.
L'acqua picchietta sui vetri e fa freddo come questo inverno, con il solito vento.
La mattina ha alzato il velo su di un'altra notte insonne e mi ha riempito la testa di fretta e di malinconia.
La giornata è andata un po' così, il tempo in questi casi è il fantasma del mio umore.
E questa sera palestra, per uno pseudo corso di aerobica che ho iniziato un po' per caso, un po' per socializzare con la campagna normanna, che in questi casi stana i suoi elementi migliori. Il corso mi ricorda un po' le ballate alla "Footloose", film annata 1984, ognuno balla per conto suo, alla fine è bello così, ma il prossimo anno non mi reiscrivo.
  E così oggi si chiude, la notte scivola e so di non aver scritto nulla, ma avevo voglia di lasciare una traccia, almeno qui...

Oggi ho camminato nel sole
e nelle strade di questa città:
senza vedere nulla,
senza imparare nulla,
senza essere nulla...
(Bukowski)


Ps. fioretto del giorno: domani cercherò di essere più socievole...domani.

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martedì, 22 aprile 2008

Chiuso per malattia/Deliri di una non dormiente
In questi giorni non ho molto tempo per aggiornare il blog. Sto cercando di debellare otite, eritema e bronchite,  tutto  sviluppatosi in un solo organismo, quello di mia figlia. Da tre giorni non dormo e la mia dipendenza alla caffeina si sta pericolosamente aggravando.
Mi ritiro a vita monastica, per poco spero, e intanto medito sul  come brevettare la tettarella universale che si avvita ANCHE al collo delle bottiglie in plastica dell'acqua Evian!

postato da Mantikora alle ore 21:59 | link | commenti (3)
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giovedì, 17 aprile 2008

Scrittura e stile

C'è quest'aria
ancora insanguinata di parole
che ho parlato io
e i sogni che ho sognato e disegnato,
c'è la casa, il sole, l'albero,
l'uomo accanto all'albero
con lei
La stessa che ho voluto
 qui con me
e se c'è ancora luce grazie a Dio
sul silenzio mio
se troppo ho immaginato e camminato
ma con occhi da sorprendere
 e un cuore per comprendere
se mai
tutto quel che ho avuto
E se dovrò cucirmi addosso anch'io
lo strappo al velo di un addio
però
confesso che ho vissuto
("Confesso che ho vissuto" A. Branduardi)


Adoro questa canzone.   Branduardi elude tutte le regole sintattiche e piega la lingua come solo un artista sa fare.
Lo scopo del linguaggio è quello di comunicare. Non siamo noi a sottostare alle sue regole ma lui a sottostare alle nostre.
Quando la lingua diventa ostacolo alla comunicazione si ha l'obbligo di forzarla, sfondandone i limiti,  giocando con gli errori, gli stridori che crea il cozzare di parole inavvicinabili.
Questa sintassi sconnessa, volutamente lenta,  parla di solitudine e di dolore. Questi elementi posti così, quasi senz'ordine, uno accanto all'altro come impalati, come  se  "la casa, il sole, l'albero" avessero smesso di essere parte di un solo insieme e pure loro esprimessero isolamento ed estraneità, ciascuno nel suo universo...  Questo non è descrivere la solitudine, è creare la solitudine nel cuore di chi legge. E allora, anche nello scardinarsi di tutte le regole sintattiche,  si ha il raggiungimento di una comunicazione perfetta.
Gli errori della lingua sono i suoni che discordano senza dire nulla , non voluti, inefficaci.
 Quando si parla di comunicazione non devono esistere regole.


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mercoledì, 16 aprile 2008

Inarrestabile ragliare...


"L'arte di comunicare e di convincere comincia là dove si è installata saldamente la correttezza grammaticale"
(Il perfetto parlare C. Marazzini)



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martedì, 15 aprile 2008

Berlusconi Revival

"Si limitò a guardarlo al di sopra
della matita che aveva tra le mani,
con l'aria di chi si chiede: a quale livello di lentezza può arrivare un mammifero senza perdere le funzioni respiratorie?"
(Neal Stephenson- Snow Crash)

Oggi vince l'Italia della censura, l'Italia dalla memoria corta, l'Italia Xenofoba, qualunquista, volgare, l'Italia della mafia e della prostituzione, della prepotenza, l'Italia che disprezzo.
Sono felice di svegliarmi qui oggi e non in mezzo ad un popolo solo di nome, in cui non mi riconosco più.


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domenica, 13 aprile 2008

La straordinaria avventura di Randy Pausch

Randy Paush è professore di informatica presso la Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Pennsylvania.
Si occupa di realtà virtuale, ha collaborato con la Walt Disney Imagineering, è il fondatore di Alice, un software che insegna la programmazione ai bambini attraverso al gioco. E' una delle più straordinarie personalità di cui mi sia capitato di leggere ultimamente.
Randy Paush ha un cancro terminale al pancreas, diagnosticato nel 2006. La sua ultima lezione è un testo che vi invito a leggere. Parla di lui, della sua vita, ma soprattutto dei suoi sogni di bambino. E' costellata di preziosi consigli, toccanti, profondi, ben lontana dall'essere patetica è al contrario estremamente divertente. Testimonia di una personalità esplosiva, testarda e vincente fino all'osso.
Ho sempre creduto che la morte fosse come la fine del giorno.  Capita a volte di non voler addormentarsi perchè si ha l'impressione che la giornata non sia conclusa, che si debba ancora fare qualcosa. Io credo che la morte sia così, quanto più appagante è stata la nostra vita, tanto meno la si teme. Quando si avverte che tutto è concluso ed è stato realizzato si può accettare l'inevitabile.
Randy combatte contro l'inevitabile perchè possiede più di una ragione per farlo, ad iniziare dai suoi tre figli, il più grande dei quali ha 6 anni.
Se avete dimestichezza con l'inglese, visitate il suo sito internet, ben lungi dall'essere il diario di un condannato a morte, vi strapperà sicuramente qualche risata.

postato da Mantikora alle ore 18:49 | link | commenti (3)
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sabato, 12 aprile 2008

Un ragazzo in cerca di Dio, 1975 Isaac Bashevis Singer

Litigavo continuamente con Gina, che mi portava del cibo anche quando cercavo di digiunare.
Ritenevo che il digiuno mi avrebbe indebolito sessualmente, ma la mia libido (una parola nuova, introdotta nel linguaggio quotidiano dai freudiani) invece di indebolirsi si rafforzava. Scoprii in quelle circostanze che il desiderio sessuale è assolutamente legato alla forza spirituale e non a quella fisica. Le mie notti erano piene di fantasie folli e talmente ispirate da negare la mia visione pessimistica del mondo... A volte sognavo macelli, massacri e pogrom, e mi svegliavo tremante e tuttavia carico di rinnovata voglia. Gina si svegliava nello stesso istante e cadevamo l'uno sull'altra con una fame che ci sbalordiva.

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giovedì, 10 aprile 2008

Lo strano rapporto tra i libri e Hollywood


In genere preferisco la lettura di una storia alla sua versione cinematografica.
La dimensione letteraria è infinitamente più appagante. I personaggi sono meglio caratterizzati psicologicamente, perchè si ha accesso ai loro pensieri e quindi alle loro emozioni.
Per questo se vedo un film tratto da un libro preferisco sempre, prima, risalire alla fonte. Parlo ovviamente di cinema narrativo e non d'autore, che non ha nulla a che vedere con questo discorso.

Parlando di versioni cinematografiche riesumo un film annata '98. Un film che, è vero, forse non vi dice nulla:
"L'uomo che sussurrava ai cavalli". Ennesima prova del disfacimento cinematografico.
La prima parte del libro descrive il rapporto conflittuale tra la madre Annie e la figlia Grace, sempre con gli occhi della prima. Un rapporto sofferto, che l'autore ci lascia vivere entrando a pieno nel personaggio: il senso di colpa, i tentativi d'amarla caduti a vuoto e ripresi infinite volte, sempre con insuccesso. Mai si ha un riscontro di ciò che pensa la figlia, solo azioni che vengono interpretate dal pensiero di Annie che la ama, nel modo sbagliato. Si vive questo Amore materno con tutti i suoi dubbi e i suoi insuccessi. Solo a metà libro per la prima volta viene espresso il pensiero di Grace, quando durante una lite le rinfaccia  "Tu non mi hai mai voluto bene!" . Tutta l'intera vicenda è talmente ben costruita che si vive in prima persona l'insensatezza di questa accusa. Un'affermazione che destabilizza il personaggio e il lettore insieme. E Evans, nel bel mezzo del suo libretto, della sua storiella strappalacrime se ne esce con una considerazione che mi ha fatto riflettere, posta proprio lì, al culmine di un conflitto.
L'amore è una chiave divina, una chiave perfetta, che apre qualunque serratura,  data in mano ad esseri imperfetti. Entriamo nel cuore degli altri grazie a questa chiave d'accesso universale e dentro ci muoviamo con la grazia animale tipica della nostra razza. Un folle con armi pericolose...

"...E pensò, ma non lo espresse a parole, a quanto fosse pericoloso l'amore, a quanto la giusta dose di dare e ricevere fosse al di là della portata degli esseri umani..."

(N. Evans L'Uomo che Sussurrava ai Cavalli)

postato da Mantikora alle ore 18:36 | link | commenti (3)
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martedì, 08 aprile 2008

I Giganti della Montagna -L.Pirandello-

" ...E solo quando non hai più casa, tutto il mondo diventa tuo.
Vai e vai, poi t'abbandoni tra l'erba al silenzio dei cieli,
e sei tutto e sei niente
e sei niente e sei tutto."
postato da Mantikora alle ore 19:06 | link | commenti (4)
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